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26 mag 2026
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L'agricoltura senza fertilizzanti non è più possibile: senza di essi, l'attuale popolazione mondiale, stimata a 8,2 miliardi di persone, non potrebbe essere sostenuta. I fertilizzanti forniscono alle piante i nutrienti necessari per una crescita ottimale. Il fertilizzante ideale dipende non solo dalla coltura, ma anche dal tipo di terreno. Per ottenere i migliori risultati, è fondamentale conoscere la composizione del fertilizzante. Un'alternativa più semplice ad altri metodi di analisi dei fertilizzanti, più costosi e dispendiosi in termini di tempo, è la titolazione termometrica (TET).
I fertilizzanti possono essere classificati in vari modi, ad esempio in base alla loro origine. I fertilizzanti derivati da piante e/o animali, come letame o sterco, sono generalmente chiamati «fertilizzanti organici», mentre quelli ottenuti da sali minerali o minerali sono chiamati «fertilizzanti inorganici».
La classificazione più utilizzata per i fertilizzanti inorganici si basa sulla loro composizione nutritiva. Questa classificazione permette agli agricoltori di selezionare il fertilizzante più adatto al loro terreno e alle loro colture. I fertilizzanti mononutrienti, o fertilizzanti lineari, apportano un solo nutriente. Esempi tipici sono il nitrato di ammonio o il superfosfato semplice. Più comuni sono i fertilizzanti multinutrienti, composti da due o più nutrienti. Esempi in questo caso sono il fosfato monoammonico o i fertilizzanti NPK (azoto-fosforo-potassio).
I macronutrienti azoto, fosforo e potassio sono i principali elementi nutritivi necessari alla crescita della pianta. Anche altri nutrienti secondari come lo zolfo e il calcio, o micronutrienti come il boro, sono essenziali, ma necessari in quantità minore.
La scelta della composizione ideale del fertilizzante è essenziale per una crescita ottimale delle piante. In caso contrario, le colture soffriranno di carenze nutritive. Tuttavia, un eccesso di nutrienti può essere dannoso, causando ad esempio bruciature da fertilizzante.
L'utilizzo di quantità eccessive di fertilizzante in una sola volta può inquinare l'ambiente. I produttori di fertilizzanti sono pertanto tenuti a specificare la quantità di nutrienti presenti nei loro prodotti. Esistono diverse norme ISO, EN e AOAC per la determinazione standardizzata di questi nutrienti.
Tradizionalmente, i principali nutrienti presenti nei fertilizzanti vengono determinati mediante metodi analitici come la gravimetria, la fotometria o la spettroscopia di emissione ottica al plasma accoppiato induttivamente (ICP-OES). Questi metodi richiedono una preparazione del campione che richiede molto tempo oppure l'utilizzo di costose apparecchiature di analisi.
La titolazione termometrica è un metodo economico e rapido per l'analisi di potassio, fosforo, zolfo, azoto ammoniacale e urea.
analizzare la composizione dei fertilizzanti offre diversi vantaggi:
La titolazione termometrica (TET) si basa sul principio della variazione di entalpia. Ogni reazione chimica è associata a una variazione di entalpia che, in ultima analisi, provoca una variazione di temperatura. La variazione di temperatura durante una titolazione può essere misurata con un termistore ad alta sensibilità, come la dThermoprobe, per determinare il punto finale della titolazione.
Se desideri approfondire i principi di base della titolazione termometrica, consulta il nostro articolo sul blog:
Blog: Titolazione termometrica: il tassello mancante del puzzle
Questa sezione spiega come analizzare i vari macronutrienti presenti nei fertilizzanti mediante titolazione termometrica.
La titolazione termometrica è un metodo di analisi economico che non richiede manutenzione o calibrazione del sensore. Offre una soluzione rapida e affidabile per la determinazione di più analiti nei fertilizzanti. Contatta il tuo rappresentante Metrohm di zona per saperne di più sulla titolazione termometrica e sul suo potenziale per risolvere le tue esigenze applicative.